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Mini-idro: Seoul installa punti di ricarica per smartphone nei fiumi

Mini-idro: Seoul installa punti di ricarica per smartphone nei fiumi

A meno di non essere dotato di un carica batterie solare, ricaricare telefonini e laptop all’aria aperta potrebbe essere un problema non da poco. A meno che tu non viva a Seoul. La capitale mondiale dello smartphone ha trovato infatti un modo innovativo ed ecologico per “fare il pieno” gratuito a tutti i dispositivi mobili dei suoi abitanti: installare stazioni di ricarica alimentate da impianti di mini-idro lungo tutto il corso del fiume artificiale Cheonggyecheon, che attraversa il centro della città. Il progetto è stato sviluppato da Innomad, un’impresa start-up, ed è parte degli sforzi compiuti dalla metropoli per aumentare il contributo energetico apportato dalle fonti rinnovabili. L’amministrazione, infatti ha già dato via ad un programma di rinnovamento che visto l’istallazione di impianti con celle a combustibile a idrogeno in ospedali, centri internet e in alcune zone residenziali della città.

 

Tutti i componenti dell’impianto, dalle mini turbine alle prese elettriche, sono stati forniti da 10 aziende, rigorosamente di provenienza nazionale, tra cui la Corea Hydro e Nuclear Power C. Gli sviluppatori dell’iniziativa sostengono che le stazioni di mini-idroelttrico saranno in grado di caricare completamente la maggior parte dei dispositivi in 2-3 ore. E se le cinque stazioni attualmente in produzione dovessero rivelarsi un successo, la città promette di prendere in considerazione l’ampliamento della rete. “Le centrali alternative forniranno elettricità soprattutto alle infrastrutture cittadine, compresi gli impianti di depurazione e la metropolitana”, ha spiegato un funzionario, spiegando che Seoul porterà avanti parallelamente un programma per la ricarica solare nel centro cittadino.

 

E se i lampioni diventassero delle colonnine di ricarica?

E se i lampioni diventassero delle colonnine di ricarica?

ubitricity_ricarica-auto-lampioniLa mancanza di colonnine di ricarica è probabilmente uno dei freni allo sviluppo della mobilità elettrica. Attualmente, infatti, sono poche le soste pubbliche dedicate a questo mezzo ecologico ed il rischio di rimanere a piedi non è così improbabile.

Per sciogliere questo nodo, le case automobilistiche – da un lato – stanno cercando di aumentare le performance della batteria, molti Stati europei – dall’altro – stanno sviluppando sistemi innovativi di ricarica.

Uno di questi viene dal nostro Paese e più precisamente dall’Emilia Romagna.

Si tratta di un sistema di ricarica che prevede l’integrazione di prese di corrente nei lampioni stradali. Tra i servizi offerti ci saranno inoltre la connettività Wi Fi, la videosorveglianza, la gestione dei parcheggi e tanto altro ancora! Un passo avanti, quindi, verso l’idea moderna di smart cities, di cui tanto si parla.

Meno evoluta, ma per alcuni versi molto simile al progetto emiliano, la proposta dell’agenzia francese per l’ambiente e l’energia ADEME, in collaborazione con Citelum, uno dei leader mondiali nell’illuminazione pubblica.

Il progetto si chiama Telewatt e consente all’automobilista di utilizzare un semplice smartphone per trovare il “lampione” più vicino a lui e successivamente pagare la ricarica di corrente tramite il proprio account, magari associato ad una carta di credito.

Stessa iniziativa a Berlino dove è partito il progetto di Ubitricity, startup locale che ha sviluppato un sistema di erogazione dell’elettricità attraverso i “pali della luce” della città. Il segreto risiede in uno speciale cavo che connette l’auto alle centraline.

Un grande risparmio per la città, visto che l’uso delle strutture esistenti costa all’amministrazione decisamente meno rispetto alla costruzione di nuove stazioni di ricarica. Tradotto in cifre: trecento euro anziché diecimila.

Energia dei treni in frenata ricarica le auto elettriche: l’esperienza di Malaga

Energia dei treni in frenata ricarica le auto elettriche: l’esperienza di Malaga

L’idea non è nuova: recuperare l’energia impiegata per frenare i mezzi in movimento. Ci hanno pensato i progettisti delle auto di nuova generazione, primi tra tutti i tecnici delle auto da corsa che hanno messo a punto un sistema inerziale, ovvero basato sull’accumulo dell’energia attraverso sistemi meccanici. Ma accumulare l’energia impiegata da un intero convoglio ferroviario è effettivamente un risultato notevole, viste le quantità in gioco. A questo hanno pensato, con risultati ad oggi verificabili, i tecnici del Centro di Tecnologie Ferroviarie (CTF) che ADIF ha nella città di Malaga; per inciso l’Administrador de Infraestructuras Ferroviarias (ADIF) è la società nata come impresa statale dalla RENFE (Red Nacional de los Ferrocarriles Españoles), a seguito dell’entrata in vigore della normativa comunitaria che obbliga lo scorporo delle attività di gestione delle infrastrutture ferroviarie rispetto a quelle di trasporto di persone e merci.

Ed è stata la città stessa di Malaga a fare da cavia, anche perché la capitale è già oggetto di attenzioni da parte del governo e di altre aziende del settore a livello internazionale in merito alla sperimentazione delle auto elettriche per la mobilità cittadina. Cosa c’entrano le auto elettriche? Ebbene: l’energia accumulata dalle operazioni di frenata dei convogli nelle stazioni, non potendo essere riutilizzata nella rete di alimentazione dei treni (la cosiddetta “catenaria”) per motivi tecnici, verrà convogliata agli accumulatori di colonnine di ricarica per auto elettriche situate all’esterno delle stazioni.

I NUMERI E I VANTAGGI

La notizia è apparsa sul quotidiano spagnolo SUR già lo scorso settembre, è già allora il progetto “FERROLINERA ADIF” ha riportato attraverso il suo portavoce e presidente di ADIF Antonio González i numeri, di tutto rispetto, che caratterizzano il progetto:

  • Il costo iniziale di una “ferrolinera”, ovvero di un dispositivo di immagazzinamento e redistribuzione attraverso apposite stazioni di rifornimento si aggira attorno ai 6.000 euro.
  • Il prezzo dell’energia al consumatore non sarà fissato, ma farà in modo da essere il più possibile competitivo.
  • Le stazioni che ADIF gestisce sono 1.568, e l’azienda ripeterà ove possibile l’esperimento, dotando le stazioni di tutto il paese di colonnine di ricarica.
  • Se una stazione di piccole-medie dimensioni è in grado di alimentare tra le 4 e le 8 stazioni di ricarica, una di grandi dimensioni ne potrà alimentare fino a 40.
  • Scendendo nei dettagli tecnici, ADIF stima che un convoglio in frenata può generare, in funzione della sua grandezza, da 5 a 10 KWh, mentre un’auto elettrica può essere ricaricata con 20 kWh; si stima che nell’arco della giornata potranno essere ricaricate circa 10 autovetture.

I vantaggi delle installazioni sono di facile deduzione.

  • Anzitutto i dispositivi elettrici che permettono il recupero di energia limitano l’usura dei sistemi frenanti meccanici; per questo motivo essi sono già diffusi in ambito ferroviario, ma sono per lo più a dispersione, in quanto non è possibile per la rete riassorbire l’energia generata in frenata.
  • Il secondo vantaggio dunque consiste nel recupero dell’energia prodotta per altri fini e altrimenti dissipata.
  • Un terzo vantaggio consiste nell’implementare la rete di approvvigionamento per le auto elettriche, e questo ha un peso notevole quando il progetto si amplia su altri fronti della mobilità sostenibile, come è il caso di Malaga.
  • Un ultimo vantaggio consiste nel poter disporre di un servizio di car sharing al di fuori delle stazioni ferroviarie, una comodità apprezzata dai viaggiatori che porterà punti alla funzionalità delle nuove stazioni come nodo di scambio rotaia-gomma.

Il progetto prevede inoltre l’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici sulle coperture delle stazioni, che aumenteranno il potenziale di ricarica delle auto elettriche.

LA PRIMERA FERROLINERA

Ancora il SUR, edizione del 31 marzo scorso: «la ADIF ha posto in servizio nella stazione Maria Zambranodi Malaga la prima “ferrolinera”: un punto di ricarica per auto elettriche che ha come fonte l’energia recuperata durante la trazione e la frenata dei treni». La prima installazione, realizzata con la collaborazione di alcune aziende del settore lungo la linea Cordoba-Malaga, permetterà la ricarica simultanea di due veicoli. La ADIF sta mettendo a punto il modello di sfruttamento commerciale dell’installazione; per ora il servizio è a disposizione degli utenti senza alcun costo addizionale se non quello normale di parcheggio della stazione. Il servizio potrà inoltre essere sfruttato dalle società di noleggio di veicoli che già ora contemplano la presenza di auto al servizio dei viaggiatori presso le stazioni ferroviarie; la stessa ADIF ne farà uso per le necessità del proprio personale in stazione addetto alla manutenzione.

Il presidente Enrique Verdeguer ci tiene inoltre a ricordare che l’installazione è stata oggetto di studio del gruppo di lavoro “Smartcity”, un progetto europeo che con un budget di 31 milioni di euro ha come fine l’integrazione ottimizzata delle fonti energetiche rinnovabili nell’ambito della progettazione e gestione delle reti urbane.

La realizzazione è stata infine presentata in gennaio ad Abu Dhabi al World Future Energy Summit, punto di riferimento del settore energetico mediorientale.

SVILUPPI FUTURI

Il Ministro del Fomento (“Promozione”, il nostro Sviluppo), José Blanco, si dice orgoglioso dello sviluppo dell’iniziativa che il suo ministero conduce e che si avvale di un finanziamento di 1,48 milioni di euro nell’ambito del programma “INNPACTO” promosso dal Ministero della Scienza e dell’Innovazione; quest’ultimo vuole favorire la creazione di accordi di cooperazione per l’esecuzione di progetti di Ricerca e Sviluppo che contribuiscano a potenziare l’Innovazione nel paese.

I progetti di ADIF non si fermano al recupero dell’energia di frenata nelle stazioni: se da una parte il progetto si inserisce nelle iniziative per la mobilità sostenibile di dimensione cittadina, dall’altra costituisce un importante tassello nell’ambito delle iniziative di approvvigionamento energetico attraverso le fonti rinnovabili e soluzioni di risparmio e recupero che renderanno competitiva ed innovativa l’infrastruttura ferroviaria spagnola.

Si torna a parlare di Smart Road dunque, questa volta relativo al trasporto su rotaia, ma attuato con la stessa metodologia e le stesse risorse tecnologiche che stanno caratterizzando la nascita delle Smart Grid e delle Smart Cities.

 

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Stazioni Induttive di ricarica per veicoli elettrici: ricarica senza fili

Stazioni Induttive di ricarica per veicoli elettrici: ricarica senza fili

Ricarica veicoli elettrici senza fili, per induzione: ricarica per prossimità. Tanti modi diversi per definire una promettente tecnologia di ricarica per veicoli elettrici senza l’utilizzo del cavo di corrente. Leader mondiale di questa tecnologia è la Plugless Power Station, una stazione di ricarica per veicoli elettrici completamente cordless. La prima stazione di ricarica è stata installata presso la sede di Google a Mountain View in California da EvaTran.

Questa stazioni di ricarica cordless sono progettate per alimentare i veicoli elettrici mentre gli stessi sono parcheggiati. Nella sede di Google si sta sperimentando per la prima volta questo sistema. Infatti nella sede centrale del più famoso motore di ricerca web del mondo sono operative da qualche anno delle Prius modificate in versione plug-in utilizzate dai dipendenti (in modalità car sharing) per veicolarsi lungo il campus e non solo.

Il vantaggio evidente della ricarica elettrica induttiva è la comodità, ma è anche un sistema intrinsecamente più sicuro in quanto sono esclusi rischi che derivano dal contatto diretto con le fonti di alimentazione. Lo svantaggio principale di questa tecnologia è legata alla sua efficienza, seppur alta, pari a circa il 90 percento. Cosa significa? Significa che il 10 percento dell’energia elettrica utilizzata per carica il veicolo non arriva alle batterie ma va persa durante il processo di trasferimento fra il trasmettitore e il ricevitore.