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Arriva il kit che trasforma la bici in un’e-bike cardio-controllata

Arriva il kit che trasforma la bici in un’e-bike cardio-controllata

E se potessimo trasformare la nostra vecchia bici in una super e-bike adatta a percorsi sterrati e connessa al nostro battito cardiaco? Gli strumenti per compiere il miracolo tecnologico esistono già e si chiamano Falco Fusion Sports kit. Si tratta di un innovativo sistema di retrofit elettrico per le due ruote che offre al consumatore una caratteristica unica:  utilizzare la frequenza cardiaca per controllare il contributo del motore elettrico. Cosa vuol dire questo? Che grazie ai dati inseriti sul proprio smartphone  e il sensore bluetooth montato sul manubrio i ciclisti possono usare efficacemente la loro bici elettrica come parte del loro regime di allenamento, regolando il giusto apporto da parte del motore elettrico.

Inoltre il kit presenta un’architettura aperta: ciò significa che il pacchetto di batterie al litio di cui è dotata, oltre ad esse sicuro e facile da istallare e da gestire, non vincola il funzionamento del mezzo al produttore. In altre parole è possibile utilizzare qualsiasi batteria al momento della sostituzione del pezzo (le batterie hanno una vita media di 2 anni e mezzo e sono  in assoluto la parte più costosa). Inoltre il kit è abbastanza robusto e flessibile da poter essere impiegato sui tracciati sterrati.

L’applicazione scaricabile sullo smartphone permette anche di ottenere i dati sullo stato della batteria, il tasso di consumo dell’energia per chilometro (Wh / km) e, in caso di necessità, di ricaricare il telefonino stesso attraverso una porta USB. Tutto il kit pesa solo 2,5 kg ed eroga 50V con 400Wh.

Anche Nissan inserirà nel suo parco veicoli elettrici un furgone

Anche Nissan inserirà nel suo parco veicoli elettrici un furgone

nissan-e-nv200-1-1379248624Il debutto definitivo sarà tra pochi giorni, al Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra 2014, ma la vera novità è la data di commercializzazione del furgone elettrico Nissan.

L’e-NV200 arriverà sui mercati selezionati d’Europa e Giappone a partire dal prossimo mese di Maggio, senza indugiare quindi oltre dopo una lunga serie di test condotta in collaborazione con numerose aziende in tutto il mondo.

Il van a zero emissioni è molto atteso in quanto allargherà la gamma elettrica del marchio nipponico: immutate le capacità di carico rispetto alla versione endotermica, monterà il powertrain da 107 cavalli di potenza utilizzato già dalla LEAF ed un pacco batterie da 180 km. Differenza significativa rispetto alla berlina compatta di cui usa il motore sarà la ricarica rapida in DC, potenziata per venire incontro alla natura lavorativa del veicolo.

Il Nissan e-NV200 sarà disponibile anche in versione passeggeri, come vedranno presto cittadini e turisti di Barcellona, prima città che impiegherà il nuovo veicolo commerciale (prodotto proprio nelle sue vicinanze) come taxi green.

Per le specifiche della versione definitiva del van a zero emissioni non resta che aspettare il 4 Marzo, quando Nissan terrà la conferenza di presentazione al Salone di Ginevra.

E se i lampioni diventassero delle colonnine di ricarica?

E se i lampioni diventassero delle colonnine di ricarica?

ubitricity_ricarica-auto-lampioniLa mancanza di colonnine di ricarica è probabilmente uno dei freni allo sviluppo della mobilità elettrica. Attualmente, infatti, sono poche le soste pubbliche dedicate a questo mezzo ecologico ed il rischio di rimanere a piedi non è così improbabile.

Per sciogliere questo nodo, le case automobilistiche – da un lato – stanno cercando di aumentare le performance della batteria, molti Stati europei – dall’altro – stanno sviluppando sistemi innovativi di ricarica.

Uno di questi viene dal nostro Paese e più precisamente dall’Emilia Romagna.

Si tratta di un sistema di ricarica che prevede l’integrazione di prese di corrente nei lampioni stradali. Tra i servizi offerti ci saranno inoltre la connettività Wi Fi, la videosorveglianza, la gestione dei parcheggi e tanto altro ancora! Un passo avanti, quindi, verso l’idea moderna di smart cities, di cui tanto si parla.

Meno evoluta, ma per alcuni versi molto simile al progetto emiliano, la proposta dell’agenzia francese per l’ambiente e l’energia ADEME, in collaborazione con Citelum, uno dei leader mondiali nell’illuminazione pubblica.

Il progetto si chiama Telewatt e consente all’automobilista di utilizzare un semplice smartphone per trovare il “lampione” più vicino a lui e successivamente pagare la ricarica di corrente tramite il proprio account, magari associato ad una carta di credito.

Stessa iniziativa a Berlino dove è partito il progetto di Ubitricity, startup locale che ha sviluppato un sistema di erogazione dell’elettricità attraverso i “pali della luce” della città. Il segreto risiede in uno speciale cavo che connette l’auto alle centraline.

Un grande risparmio per la città, visto che l’uso delle strutture esistenti costa all’amministrazione decisamente meno rispetto alla costruzione di nuove stazioni di ricarica. Tradotto in cifre: trecento euro anziché diecimila.

Gli incentivi 2013 sono una chimera. Solito pastrocchio italiano

Gli incentivi 2013 sono una chimera. Solito pastrocchio italiano

Incentivi auto elettriche disattesiLe forze politiche in Italia cambiano ma nonostante questo tutto sembra rimanere uguale. Il dibattito questa volta si sposta sugli incentivi ‘2013 che sono veramente marginali, qualche decina di milioni di euro a disposizione quasi esclusivamente delle imprese, che dovevano essere erogati, fino a esaurimento dei fondi, per gli acquisti di auto elettriche, ibride, a metano e a Gpl con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km effettuati a partire dall’1 gennaio 2013. Che fine hanno fatto quindi questi incentivi? Semplice, non sono disponibili. La solita triste storia tutta italiana.

L’auto del futuro è elettrica, tra vent’anni la maggior parte dei veicoli sarà a batterie

Nel futuro, almeno in quello a breve termine, non guideremo auto volanti e jetpack nucleari ma, secondo il CEO di Tesla, dietro al nostro volante ci sarà un motore elettrico. Elon Musk, amministratore delegato dell’azienda che ha da poco debuttato con la nuova Model S, è sicuramente di parte ma è uno dei primi a parlare di stime concrete riguardanti la diffusione massiccia delle auto a batterie.

Secondo Elon, i motori termici nel 2030 non la faranno più da padrone:

In 20 anni più della metà delle nuove auto prodotte saranno completamente elettriche

Affermazione sicuramente forte dato che, affinché si verifichi, sarà necessario che cambino due fattori: prezzo e autonomia delle batterie. Se oggi con 8.000/10.000 euro si porta a casa un’utilitaria, così dovrà essere nel 2030 e in vent’anni sarà necessario un progresso tecnologico notevole.

Secondo Nissan, invece, nel 2020 solo il 10% delle nuove auto sarà elettrico, una stima più al ribasso e forse più realistica? Chissà, nel frattempo bisogna anche considerare gli interessi politici e economici che ruotano intorno al mondo del petrolio ma Musk ha una risposta anche per questo, sostenendo che l’avanzata dei veicoli elettrici continuerà inarrestabile, non importa chi siederà alla scrivania della Casa Bianca.

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