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Arriva il kit che trasforma la bici in un’e-bike cardio-controllata

Arriva il kit che trasforma la bici in un’e-bike cardio-controllata

E se potessimo trasformare la nostra vecchia bici in una super e-bike adatta a percorsi sterrati e connessa al nostro battito cardiaco? Gli strumenti per compiere il miracolo tecnologico esistono già e si chiamano Falco Fusion Sports kit. Si tratta di un innovativo sistema di retrofit elettrico per le due ruote che offre al consumatore una caratteristica unica:  utilizzare la frequenza cardiaca per controllare il contributo del motore elettrico. Cosa vuol dire questo? Che grazie ai dati inseriti sul proprio smartphone  e il sensore bluetooth montato sul manubrio i ciclisti possono usare efficacemente la loro bici elettrica come parte del loro regime di allenamento, regolando il giusto apporto da parte del motore elettrico.

Inoltre il kit presenta un’architettura aperta: ciò significa che il pacchetto di batterie al litio di cui è dotata, oltre ad esse sicuro e facile da istallare e da gestire, non vincola il funzionamento del mezzo al produttore. In altre parole è possibile utilizzare qualsiasi batteria al momento della sostituzione del pezzo (le batterie hanno una vita media di 2 anni e mezzo e sono  in assoluto la parte più costosa). Inoltre il kit è abbastanza robusto e flessibile da poter essere impiegato sui tracciati sterrati.

L’applicazione scaricabile sullo smartphone permette anche di ottenere i dati sullo stato della batteria, il tasso di consumo dell’energia per chilometro (Wh / km) e, in caso di necessità, di ricaricare il telefonino stesso attraverso una porta USB. Tutto il kit pesa solo 2,5 kg ed eroga 50V con 400Wh.

L’auto del futuro è elettrica, tra vent’anni la maggior parte dei veicoli sarà a batterie

Nel futuro, almeno in quello a breve termine, non guideremo auto volanti e jetpack nucleari ma, secondo il CEO di Tesla, dietro al nostro volante ci sarà un motore elettrico. Elon Musk, amministratore delegato dell’azienda che ha da poco debuttato con la nuova Model S, è sicuramente di parte ma è uno dei primi a parlare di stime concrete riguardanti la diffusione massiccia delle auto a batterie.

Secondo Elon, i motori termici nel 2030 non la faranno più da padrone:

In 20 anni più della metà delle nuove auto prodotte saranno completamente elettriche

Affermazione sicuramente forte dato che, affinché si verifichi, sarà necessario che cambino due fattori: prezzo e autonomia delle batterie. Se oggi con 8.000/10.000 euro si porta a casa un’utilitaria, così dovrà essere nel 2030 e in vent’anni sarà necessario un progresso tecnologico notevole.

Secondo Nissan, invece, nel 2020 solo il 10% delle nuove auto sarà elettrico, una stima più al ribasso e forse più realistica? Chissà, nel frattempo bisogna anche considerare gli interessi politici e economici che ruotano intorno al mondo del petrolio ma Musk ha una risposta anche per questo, sostenendo che l’avanzata dei veicoli elettrici continuerà inarrestabile, non importa chi siederà alla scrivania della Casa Bianca.

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Sicurezza Auto Elettriche: Chevrolet Volt coinvolta in un crash test imprevisto, nessuna combustione

Sicurezza Auto Elettriche: Chevrolet Volt coinvolta in un crash test imprevisto, nessuna combustione

Una indifesa Chevrolet Volt posteggiata è stata protagonista nei giorni scorsi di un incidente. Nulla di eccezionale, un evento come molti che non ha creato particolari problemi al guidatore che ci si è scagliato (involontariamente) contro, ma ha causato totale devastazione nella ibrida “extended range”. Il fatto, risalente a pochi giorni fa presso Rochester, ha però riacceso i riflettori su un argomento particolarmente attuale negli States, la pericolosità delle capienti batterie di questi veicoli giudicati facilmente infiammabili in seguito ad eventi come questo.

I fatti dicono ben altro e la National Highway Traffic Safety Administration americana ha confermato un comportamento non più pericoloso rispetto alle auto tradizionali.

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Il futuro dell’auto elettrica in Italia

Il futuro dell’auto elettrica in Italia

Sergio Marchionne – per i pochi che non lo conoscono è l’amministratore delegato di Fiat e presidente di Chrysler – non crede nell’auto elettrica, e lo ha detto – come sua abitudine – chiaramente:

E’ un mercato inesistente: la quota di vetture elettriche nel mondo non supererà il 5% del totale, neppure tra 10 anni.

Per fortuna c’è anche chi la pensa diversamente. Uno di questi è il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Secondo lui

l’ auto elettrica un prodotto significativo, anche se di nicchia, per il nostro Paese.

Un parere condiviso da un buon numero di aziende medio-piccole – in tutto una cinquantina – che si occupano di mobilità elettrica e si sono fatte notare anche all’estero. Tutte o quasi hanno una caratteristica in comune. Si trovano nella Motor Valley emiliana, ovvero nella zona in cui sono nati due storici marchi italiani che hanno dato lustro al nostro paese: Ferrari e Ducati.

Un esempio di piccola-media impresa di successo del settore è la Tazzari, un’ azienda “made in Imola” che in meno di 24 mesi ha raggiunto una produzione di oltre 1.000 veicoli che vende anche in paesi lontani come la Norvegia ed Israele. Il loro veicolo di punta si chiama Zero ed ha una caratteristica unica: dispone di batterie litioferrofosfato invece di quelle usuali in litiopolimero, che per questo che dovrebbero avere una vita utile doppia rispetto alle normali batterie in litiopolimero.

Un’altra azienda interessante è Estrima, nata nel 2008 a Pordenone. Il loro prodotto di punta è Birò, un veicolo elettrico a 4 ruote che può essere paragonato ad uno scooter.

Un successo nel mercato di nicchia italiano, perché è il mezzo di trasporto con motore elettrico più venduto sul nostro territorio. Come dice il nostro ministro dell’ambiente si tratta di un patrimonio che

non possiamo permetterci di disperdere.

L’esempio da seguire, secondo lui – e anche secondo noi – sarebbe quello della Cina dove, entro il 2015, si vorrebbe raggiungere il milione di auto elettriche distribuite. Cifre e numeri impensabili per l’Italia, ma se si pensasse a sistemi di incentivazione per il mercato italiano, da una parte si potrebbe aiutare la nascente industria italiana, e dall’altra si potrebbero ottenere significativi risparmi – miliardi di litri di benzina in meno – e benefici ambientali – a patto di aumentare l’energia elettrica da fonti rinnovabili e non quella da carbone.

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Batterie al Litio della IBM per auto elettriche con autonomia fino a 800 km!

Batterie al Litio della IBM per auto elettriche con autonomia fino a 800 km!

La IBM non è certo una di quelle realtà dalla quale ci aspetteremmo progetti mirati al settore dei veicoli elettrici, ma la partnership con l’azienda chimica giapponese Asahi Kasei e con la produttrice di elettroliti Central Glass ha stabilito un’importante crocevia per il futuro della mobilità sostenibile.

Auto, moto e bus elettrici destano molto interesse nell’opinione pubblica, in quanto lo switch dal petrolio alla “spina” è atteso e annunciato da tanti anni ma alcune problematiche come la rete di approvvigionamento e la scarsa autonomia hanno fatto si che i modelli ibridi siano stati i soli realmente visti in circolazione. La collaborazione del quale abbiamo accennato mira verso la giusta direzione, con lo sviluppo entro il prossimo decennio di nuove batterie elettrochimiche in grado di garantire autonomia alle auto fino a 800 km con singola carica.

Gli anodi di Litio lavorano infatti con l’ossigeno dell’aria che fornisce i catodi, la reazione riesce a liberare più energia elettrica di quanto avviene nelle tradizionali batterie, oltretutto più pesanti e costose per i materiali utilizzati; il solo scarto derivante è l’ossigeno rimesso in circolazione liberando gli anodi per altre reazioni. L’idea è più che buona e si parla di prestazioni circa 10 volte migliori rispetto alla tecnologia attuale ma i tempi per lo sviluppo ed una reale implementazione sono piuttosto lunghi, probabilmente non si avranno infatti applicazioni pratiche se non dopo il 2020.

Battery 500 (miglia) è il nome del progetto, iniziato realmente nel 2009 ma entrato in fase operativa solo in questo periodo, grazie alla partnership siglata lo scorso il 20 Aprile dalla IBM con queste due aziende sopra citate. In attesa di vedere qualche prototipo e saggiare le performance ecco un’infografica che rivela alcuni dei benefici che tali batterie Litio-aria porterebbero nelle nostre vite, sia in termini di costi che di tempo.

 

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