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Anche Nissan inserirà nel suo parco veicoli elettrici un furgone

Anche Nissan inserirà nel suo parco veicoli elettrici un furgone

nissan-e-nv200-1-1379248624Il debutto definitivo sarà tra pochi giorni, al Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra 2014, ma la vera novità è la data di commercializzazione del furgone elettrico Nissan.

L’e-NV200 arriverà sui mercati selezionati d’Europa e Giappone a partire dal prossimo mese di Maggio, senza indugiare quindi oltre dopo una lunga serie di test condotta in collaborazione con numerose aziende in tutto il mondo.

Il van a zero emissioni è molto atteso in quanto allargherà la gamma elettrica del marchio nipponico: immutate le capacità di carico rispetto alla versione endotermica, monterà il powertrain da 107 cavalli di potenza utilizzato già dalla LEAF ed un pacco batterie da 180 km. Differenza significativa rispetto alla berlina compatta di cui usa il motore sarà la ricarica rapida in DC, potenziata per venire incontro alla natura lavorativa del veicolo.

Il Nissan e-NV200 sarà disponibile anche in versione passeggeri, come vedranno presto cittadini e turisti di Barcellona, prima città che impiegherà il nuovo veicolo commerciale (prodotto proprio nelle sue vicinanze) come taxi green.

Per le specifiche della versione definitiva del van a zero emissioni non resta che aspettare il 4 Marzo, quando Nissan terrà la conferenza di presentazione al Salone di Ginevra.

E se i lampioni diventassero delle colonnine di ricarica?

E se i lampioni diventassero delle colonnine di ricarica?

ubitricity_ricarica-auto-lampioniLa mancanza di colonnine di ricarica è probabilmente uno dei freni allo sviluppo della mobilità elettrica. Attualmente, infatti, sono poche le soste pubbliche dedicate a questo mezzo ecologico ed il rischio di rimanere a piedi non è così improbabile.

Per sciogliere questo nodo, le case automobilistiche – da un lato – stanno cercando di aumentare le performance della batteria, molti Stati europei – dall’altro – stanno sviluppando sistemi innovativi di ricarica.

Uno di questi viene dal nostro Paese e più precisamente dall’Emilia Romagna.

Si tratta di un sistema di ricarica che prevede l’integrazione di prese di corrente nei lampioni stradali. Tra i servizi offerti ci saranno inoltre la connettività Wi Fi, la videosorveglianza, la gestione dei parcheggi e tanto altro ancora! Un passo avanti, quindi, verso l’idea moderna di smart cities, di cui tanto si parla.

Meno evoluta, ma per alcuni versi molto simile al progetto emiliano, la proposta dell’agenzia francese per l’ambiente e l’energia ADEME, in collaborazione con Citelum, uno dei leader mondiali nell’illuminazione pubblica.

Il progetto si chiama Telewatt e consente all’automobilista di utilizzare un semplice smartphone per trovare il “lampione” più vicino a lui e successivamente pagare la ricarica di corrente tramite il proprio account, magari associato ad una carta di credito.

Stessa iniziativa a Berlino dove è partito il progetto di Ubitricity, startup locale che ha sviluppato un sistema di erogazione dell’elettricità attraverso i “pali della luce” della città. Il segreto risiede in uno speciale cavo che connette l’auto alle centraline.

Un grande risparmio per la città, visto che l’uso delle strutture esistenti costa all’amministrazione decisamente meno rispetto alla costruzione di nuove stazioni di ricarica. Tradotto in cifre: trecento euro anziché diecimila.

Sicurezza Auto Elettriche: Chevrolet Volt coinvolta in un crash test imprevisto, nessuna combustione

Sicurezza Auto Elettriche: Chevrolet Volt coinvolta in un crash test imprevisto, nessuna combustione

Una indifesa Chevrolet Volt posteggiata è stata protagonista nei giorni scorsi di un incidente. Nulla di eccezionale, un evento come molti che non ha creato particolari problemi al guidatore che ci si è scagliato (involontariamente) contro, ma ha causato totale devastazione nella ibrida “extended range”. Il fatto, risalente a pochi giorni fa presso Rochester, ha però riacceso i riflettori su un argomento particolarmente attuale negli States, la pericolosità delle capienti batterie di questi veicoli giudicati facilmente infiammabili in seguito ad eventi come questo.

I fatti dicono ben altro e la National Highway Traffic Safety Administration americana ha confermato un comportamento non più pericoloso rispetto alle auto tradizionali.

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